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30 Mar

I Piani Urbani di Mobilità Sostenibile In evidenza

Discutere di piani urbani di mobilità sostenibile (PUMS), fornendo alle amministrazioni pubbliche linee guida aggiornate per la redazione e l’implementazione di strategie di mobilità all’avanguardia per le città. Questo, il tema della giornata di studi, in programma a Bari il prossimo 13 aprile (presso il Palazzo del Mezzogiorno - Fiera del levante), nell’ambito del progetto ELTISplus. Un’occasione per tecnici di settore, amministratori e liberi professionisti per aggiornarsi e formarsi su uno degli strumenti più strategici per la gestione della mobilità urbana.

Ma di cosa stiamo parlando? I PUMS vengono introdotti per la prima volta nel 2000 con la legge nazionale n. 340. L’obiettivo è dotare le PA di piani per la mobilità nel medio e lungo periodo (solitamente un arco temporale di circa dieci anni), con l’intento di contenere i costi ambientali e sociali del "settore trasporti", con una riduzione  con una riduzione nell’uso privato dell’automobile e con un aumento dell’offerta di trasporto pubblico. 

Essi rappresentano in sostanza dei veri e propri progetti di mobilità, costruiti con un approccio integrato ed in grado di coinvolgere al loro interno sia la dimensione infrastrutturale, sia il sistema di regole gestionali, sia l’implementazione di nuove tecnologie e sia l'introduzione di nuovi servizi (car pooling, car sharing, bike sharing ecc…).  l’implementazione di nuove tecnologie e sia l'introduzione di nuovi servizi (car pooling, car sharing, bike sharing ecc…).  Essi, infatti, approfondiscono tutti i segmenti della mobilità, dal trasporto pubblico al traffico privato, dalla mobilità motociclistica a quella ciclopedonale, dalla gestione delle merci e quello della sosta e dei parcheggi. 

E’ bene evidenziare che,  nonostante non siano strumenti obbligatori e vincolanti, al pari di altri strumenti pianificatori come i PUT (Piani Urbani di Traffico), i piani urbani di mobilità hanno conosciuto una rapida diffusione in tutto il paese, avviando nei comuni competenti, strategie sicuramente più organiche per la riduzione dei carichi inquinanti e dei consumi energetici ed un miglioramento graduale dell’accessibilità, della sicurezza e dell’efficienza dell’intero sistema. Ovviamente la loro adozione va accompagnata e supportata da un sistema di monitoraggio e di verifica (con soggetti terzi, autonomi e neutrali) che possa in qualche modo certificare l’attuazione e la qualità degli obiettivi proposti ed eventualmente intervenire per migliorare l'intera strategia di lavoro.

Il seminario in programma il prossimo 13 aprile è un'occasione preziosa per approfondire, con esperti di settore, questo strumento di pianificazione, individuando soluzioni ed opportunità da promuovere sul territorio. 

Francesco Pasculli

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